«Mi sembra utile riflettere sulle prospettive che qui si aprono. Forse potrebbe essere il frutto più promettente del Convegno. Occorre ripensare l’unità della pastorale, articolata nelle funzioni e/o uffici della Chiesa (Parola, Sacramento, Carità/comunione e Carità/servizio), incentrandola maggiormente sull’unità della persona, sulla rilevanza educativa e formativa che queste funzioni possono avere. Credo che si debba aggiungere: non si tratta di sostituire al criterio ecclesiologico la rilevanza antropologica nel disegnare l’unità e l’articolazione della missione della Chiesa, quanto invece di mostrare che la pastorale in prospettiva missionaria deve sapere in ogni caso condurre l’uomo all’incontro con la speranza viva del Risorto. Diversa è, infatti, la funzione del criterio ecclesiologico e della rilevanza antropologica: lo schema dei tria munera dice l’unità della missione della Chiesa negli elementi che la costituiscono come dono dall’alto, ne dice l’eccedenza irriducibile a ogni cosiddetto umanesimo; il rilievo antropologico dell’azione pastorale della chiesa, destinato all’unità della persona e alla figura buona della vita che vuole suscitare, dice l’insonne compito dell’agire missionario della Chiesa di dirsi dentro le forme universali dell’esperienza, che sono sempre connotate dall’ethos culturale e dalle forme civili di un’epoca. Saper mostrare la qualità antropologica dei gesti della chiesa è oggi un’urgenza non solo dettata dal momento culturale moderno e post, ma è un istanza imprescindibile per dire che il Vangelo è per l’uomo e per la pienezza della vita personale» («Partenza da Verona», Rivista del Clero Italiano 87 [2006] 721-737).

 

Incontro zonale per

i Catechisti

guidato

dall’Ufficio Catechistico diocesano:

"

 

 

 

 

NEWS

© 2023 by COMMUNITY CHURCH. Proudly created with Wix.com

  • Twitter Classic
  • c-facebook