XXIV    DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Dal libro del Siràcide (27,33-28,9)

Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro.

Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati?  Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai  comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

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Carissimi,

                questa domenica riporto il brano e offro una breve riflessione, non sul vangelo come la maggioranza delle volte, ma sulla prima lettura (che sono sempre in sintonia…). Troviamo qui alcuni versetti di un libro sapienziale: il Siracide. Come in tante pagine di questi libri biblici, anche in questo incontriamo delle espressioni molto “forti”, come: “Rancore e ira sono cose orribili” - “Chi si vendica subirà la vendetta del Signore” - “Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore?” -  “Ricòrdati della fine e smetti di odiare”…

Per Dio, le mancanze più importanti non sembrano essere prima di tutto quelle che riguardano la nostra vita di fede, bensì le mancanze di perdono. E più in particolare, il conservare rancore e odio verso qualche persona: ciò è così grave davanti a Lui, che Egli diventa sordo alla nostra preghiera! (v. 3) Inoltre questo brano, sembra un’anticipazione del “Padre nostro”, insegnatoci da Gesù, in cui si dice “perdona a noi i nostri debiti, come anche noi perdoniamo a noi debitori…”. Infatti  l’autore del Siracide afferma “Perdona l’offesa al tuo prossimo e …ti saranno rimessi i peccati”.(v. 2) E poi ancora: “Chi non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati?”(v. 4) e al versetto seguente: “Se conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio?”

(v. 5) Il Signore chiede a tutti i cristiani l’impegno primario di vincere il rancore e la vendetta con il perdono, Niente rancore, quindi perché il rancore abbruttisce il cuore e la mente, rovina le relazioni e porta a comportamenti a volte disumani. Impegniamoci tutti perché fra di noi, nelle nostre famiglie, parentele (e anche nella nostra comunità parrocchiale), siano sradicati i rancori: con il perdono, si ritorni a rapporti di fraternità e di amicizia.  Buona domenica e buona settimana a tutti.                don Michele

Per i cristiani perseguitati

 

 

Sapremo scoprire, Signore
che tu sei presente fra noi?
Sapremo vedere l’amore
nei doni che vengon da te?

Chi può trasformare in un canto
i pesi portati nel cuore?
Tu solo il Vivente, il Santo
che accogli e salvi il dolore.

I gemiti e i pianti segreti
dal cuore risalgono al cielo
con grida di santi e profeti
diventano il cantico nuovo.

L’Agnello da sempre immolato
le lacrime asciuga dagli occhi
col vino che in croce ha pigiato
ci riempie la coppa di nozze.

O unico Amante dell’uomo
o unico Amato in eterno
o unico Amore fedele
ricevi la gloria per sempre.

 

 

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